Torino, 10 novembre 2010
Lettera
aperta
Cari amici "MEDICI", immagino che tutti voi sfogliate pagine di siti tenuti da colleghi (e non) e leggete ciò che viene richiesto dalla gente sottoposta ad accertamenti diagnostici. La maggioranza delle persone non riesce a comprendere ciò che gli viene refertato (loro non sono colleghi, non hanno studiato medicina) e per timore ed eccessivo rispetto nei confronti del Luminare che gli sta davanti non osa chiedere nulla ed ecco, chiede "AIUTO" in internet, incoraggiato dall'anonimato.
Capisco che oggi il tempo è molto prezioso, gli Ospedali sono diventati "AZIENDE" e devono produrre, il vecchio e caro paziente ormai è diventato un "PRODOTTO" un numero questo per la privacy) ma … il rapporto umano ??? Il tempo da dedicare ad ascoltare a discutere a spiegare a rassicurare non c'e più, dobbiamo rendere conto del tempo! Una volta ho assistito ad un intervento chirurgico, ho visto azionare un cronometro per verificare il tempo dell'intervento.
Cosa dire …
Corriamo, corriamo ma verso dove? La vita scorre imperterrita e impietosa, fermatevi guardatevi intorno, aprite una finestra e respirate profondamente, osservate quel po' di natura che ci rimane e ricordiamoci non siamo automi ma esseri umani.
Chiedete insieme a me di togliere quel nome di "AZIENDA" e ridare un termine appropriato ad un posto dove vi è gente che soffre.
Mi farebbe piacere che qualcuno esprimesse i suoi pensieri per iniziare a discuterne insieme con intelligenza, aspetto delle Vostre email.
GRAZIE
Angelo Barbalonga
Webmaster
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Milano, 20 ottobre 2011
Su Affaritaliani.it Umberto Veronesi
Veronesi: i profitti? Un'ossessione. Diciamo no agli ospedali-azienda
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Ciò che per te,
medico, è normale può essere terrificante per il tuo paziente..
Sembra incredibile come oggi vi sia poca attenzione nel rendere
comprensibile a tutti (medici e non) un referto.
Nell'era dell'informatica tutto questo non dovrebbe accadere ma purtroppo i
codici utilizzati per semplificare l'introduzione di una diagnosi nel personal
computer vengono a volte stampati sui referti (es. codici SNOMED). Ecco che
l'informatica, che tende a codificare tutto per semplicità di ricerca di un
dato, complica di fatto la vita a tutti noi.
Questo porta anche a sovrapposizioni di sigle tra specialisti diversi e complica
di fatto la comunicazione anche tra medici stessi.
Sarà colpa anche della vita frenetica, abbiamo sempre meno tempo, corriamo,
corriamo, ma verso dove? Forse sarebbe meglio fermarsi e guardarsi un po'
intorno imparare a capire il nostro prossimo e soprattutto, nel nostro caso, i
pazienti che sono lì in attesa di una diagnosi da loro spesso vista come
un'infausta sentenza. Ecco che termini se pur corretti ma indecifrabili dal
paziente, alcune diagnosi possono apparire come gravi anche se di fatto
intendono una patologia benigna.
Oggi ho ricevuto una delle tante email che di fatto anziché farmi piacere mi
danno preoccupazione, inizia così ... finalmente nel sito ove leggo le Sue
risposte trovo un minimo di umanità e disponibilità .... Possibile che siamo
arrivati a tanto?
Questo è uno dei motivi per cui abbiamo creato " HELPMED.IT " pronti ad aiutare pazienti e medici per promuovere la trasparenza e la chiarezza dell'informazione.
A. B.
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